sabato 27 dicembre 2025

BOLLETTE: BILANCIO 2025 E PROSPETTIVE 2026



 


Mentre ci avviciniamo alla fine del 2025, l’anno si chiude con segnali contrastanti per famiglie e imprese italiane dal punto di vista dei costi energetici. A un anno segnato da forti aumenti delle tariffe rispetto al 2024, le prospettive per il 2026 portano qualche nota di sollievo, ma con elementi di incertezza.


2024 – 2025: RINCARI PER FAMIGLIE E IMPRESE

Nel confronto tra il 2024 e il 2025, i dati mostrano in generale un aumento dei costi sia per l’elettricità che per il gas:

📌 Per le famiglie:

  • Secondo Nomisma Energia, la spesa annuale per le famiglie italiane è aumentata di circa il 10% rispetto al 2024, con circa +216 euro per utenza media all’anno.
    • L’elettricità è passata da circa 24,7 a 30,05 cent€/kWh.
    • Il gas è salito leggermente da 1,02 € a 1,06 €/Smc.

📌 Per le imprese:

  • Le imprese del terziario hanno registrato aumenti consistenti:
    • +24% per l’elettricità
    • +27% per il gas su base annua.
      Questi incrementi sono il risultato sia dei prezzi all’ingrosso sia di oneri e tassazioni che pesano sui bilanci aziendali.

👉 In buona sostanza, il 2025 ha confermato una situazione di costi energetici superiori al 2024, con un’inflazione energetica che ha pesato in modo significativo sui budget familiari e sui costi operativi delle imprese.


PERCHÉ SONO AUMENTATI I COSTI?

I rincari registrati nel 2025 sono frutto di diversi fattori:

  • Volatilità dei mercati energetici globali, con prezzi del gas e dell’elettricità influenzati da dinamiche geopolitiche, domanda stagionale e costi delle materie prime.
  • Fine del mercato tutelato dei prezzi in Italia, che ha spinto molti consumatori verso tariffe libere più volatili.
  • Oneri, tasse e costi di sistema che continuano a incidere in misura rilevante sulle bollette finali.

LE PREVISIONI PER IL 2026: SEGNALE POSITIVO MA NON GARANTITO

Secondo le ultime stime elaborate da Facile.it e dall’European Energy Exchange, 2026 potrebbe essere un anno di alleggerimento per le bollette, con costi totali in diminuzione per famiglie tipo:

Stime per una famiglia tipo nel 2026

  • Spesa complessiva attesa: circa 2.236 € annui
  • Risparmio stimato rispetto al 2025: circa 9% (~200 €)
  • Gas: calo fino al -12%
  • Elettricità: lieve riduzione di circa -2%

🔎 Questi scenari si basano sui trend dei prezzi all’ingrosso (PUN per luce e PSV per gas) e sono validi a parità di consumi e oneri correnti.

📌 Nota importante: per beneficiare effettivamente di questi ribassi, molti consumatori dovranno avere contratti indicizzati o adeguare le proprie offerte in un mercato sempre più competitivo.


📌 ASPETTATIVE E FATTORI CHIAVE NEL 2026

Possibili elementi che influenzeranno i costi energetici nel 2026

  • Riduzione dei prezzi all’ingrosso, se la domanda globale si stabilizza e la produzione resta elevata.
  • Maggiore presenza di energie rinnovabili, che può contribuire a stabilizzare i prezzi nel medio-lungo periodo.
  • Regolamentazioni e politiche europee/italiane su tassazione e oneri di sistema.
  • Miglioramento della concorrenza e semplificazione delle procedure di cambio fornitore, che potrebbe portare a offerte più vantaggiose per i consumatori.

CONCLUSIONI… E…  COSA ASPETTARSI?

🔹 20242025: un bilancio difficile, con costi energetici in aumento per famiglie e imprese.
🔹 2026: segnali di calo delle bollette, soprattutto gas, ma con molte incognite legate alle dinamiche di mercato e all’evoluzione delle offerte.
🔹
Imprese e famiglie dovrebbero valutare bene i contratti disponibili (prezzi fissi vs variabili), confrontare le offerte sul mercato libero e monitorare le politiche regolatorie per sfruttare eventuali opportunità di risparmio.

 

giovedì 25 dicembre 2025

Buona Natale

 🎄   Natale   🎄


Il Natale è un momento di pausa, riflessione e rinnovamento.
A tutti voi che ci seguite con curiosità, va il nostro più sincero grazie.

Che queste feste possano essere un’occasione per ricaricare le energie, ritrovare equilibrio e guardare al futuro con fiducia, consapevoli che ogni cambiamento parte anche dalle scelte quotidiane di ciascuno di noi.

Vi auguriamo un Natale sereno, ricco di calore umano, e un nuovo anno pieno di idee, energia positiva e nuove prospettive.

✨ Buone Feste da.... Energy AGAM ✨

martedì 16 dicembre 2025

andamento dei prezzi dei carburanti per autotrazione in Italia negli ultimi 12 mesi

  • Linea 1 → Prezzo medio benzina (€/litro)
  • Linea 2 → Prezzo medio diesel (€/litro)
  • Asse orizzontale → Mesi (ultimi 12)
  • Asse verticale → €/litro

Andamento dei prezzi dei carburanti per autotrazione in Italia negli ultimi 12 mesi

Negli ultimi dodici mesi il costo dei carburanti per autotrazione (benzina e diesel) ha attraversato diverse fasi tra cali, aumenti e stagnazione, riflettendo l’andamento del mercato petrolifero, le politiche fiscali italiane e le tensioni internazionali.

Inizio 2025: prezzi ancora elevati ma in calo rispetto al picco precedente

Nei primi mesi del 2025 i dati ufficiali mostrano che i prezzi medi alla pompa in Italia erano superiori a 1,7 €/litro per la benzina e oltre 1,6 €/litro per il diesel, con una tendenza generale al ribasso rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo rilevazioni ANFIA/MISE, a marzo 2025 la benzina si attestava intorno a 1,78 €/litro e il diesel a circa 1,68 €/litro, con valori medi in diminuzione rispetto al 2024.  

Primavera / Estate 2025: fluttuazioni e lieve discesa

Nel periodo aprile-giugno 2025 si è osservato un lieve calo dei prezzi alla pompa, con la benzina intorno a 1,72–1,73 €/litro e il diesel tra circa 1,62 e 1,63 €/litro, mentre il prezzo medio del petrolio Brent scendeva gradualmente.  

Nel mese di luglio 2025, invece, si è registrato un incremento dei prezzi rispetto a giugno, con la benzina attorno a 1,725 €/litro e il diesel salito a circa 1,66 €/litro.  

Fine estate / Autunno 2025: moderato calo dei carburanti

Ad ottobre 2025 si è assistito a una nuova fase di discesa, con la benzina attorno a 1,695 €/litro e il gasolio a circa 1,622 €/litro, secondo i dati più recenti.  

Inverno 2025: prezzi ancora alti ma in lieve riduzione

Nei primi giorni di dicembre 2025, i prezzi medi registrati dall’Osservatorio Prezzi del Ministero indicano la benzina in modalità self service a circa 1,716 €/litro e il diesel a circa 1,677 €/litro, con un leggero calo rispetto alle settimane precedenti.  

Trend complessivo e fattori chiave

Nel complesso, il periodo dicembre 2024 – dicembre 2025 è stato caratterizzato da:

  • Una progressiva tendenza al ribasso dei prezzi medi dei carburanti dopo i picchi del 2024, con oscillazioni legate alle quotazioni internazionali del petrolio.  

  • Fasi di aumento nei mesi estivi e autunnali, dovute anche a dinamiche geopolitiche e di mercato. 

  • Una nuova discesa nelle rilevazioni più recenti di dicembre 2025.  

Accise e cambiamenti normativi

Oltre ai mercati internazionali, anche le politiche fiscali italiane hanno influito sul prezzo finale alla pompa: nel corso del 2025 si è discusso di modifiche alle accise su benzina e diesel, con effetti attesi a partire dal gennaio 2026 che prevedono una diminuzione dell’accisa sulla benzina e un aumento su quella del gasolio.  

Conclusioni

L’ultimo anno ha visto i prezzi dei carburanti oscillare in un contesto di quotazioni petrolifere variabili, tensioni internazionali e interventi fiscali. Nonostante alcune fasi di aumento dei listini, il trend generale nel 2025 è stato di moderata discesa rispetto ai livelli di inizio anno e rispetto ai picchi del 2024.


domenica 14 dicembre 2025

Rassegna stampa, e aggiornamenti sulle caldaie a gas e controlli (2024–2025)

 

🔴 Incentivi alle caldaie a gas: l’UE richiama l’Italia

Novembre 2025 – stampa nazionale
La Commissione Europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia per il mancato recepimento completo della direttiva europea che prevede lo stop agli incentivi per le caldaie a gas alimentate da combustibili fossili dal 1° gennaio 2025.
Secondo Bruxelles, alcuni meccanismi di sostegno nazionali risultano ancora non pienamente conformi alle nuove regole della direttiva “Case Green” (EPBD).

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🔵 Nessun divieto di vendita automatico dal 2029

Dicembre 2025 – stampa immobiliare e tecnica
Negli ultimi mesi è stata chiarita una notizia molto discussa: non esiste un divieto UE di vendita delle caldaie a gas a partire dal 2029.
Nelle bozze più recenti della revisione Ecodesign, la Commissione ha eliminato l’ipotesi di un bando diretto, concentrandosi invece su:

  • requisiti di efficienza sempre più stringenti;

  • nuove etichette energetiche;

  • maggiore trasparenza per il consumatore.



🟢 Nuove regole Ecodesign in consultazione (fino al 2026)

Dicembre 2025 – Commissione Europea
La Commissione ha aperto una consultazione pubblica per aggiornare i regolamenti Ecodesign ed etichettatura energetica per:

  • caldaie;

  • scaldacqua;

  • sistemi ibridi;

  • pompe di calore.

Tra le novità allo studio:

  • semplificazione delle classi energetiche (scala A–G);

  • introduzione di QR code informativi;

  • aggiornamento dei metodi di prova per riflettere l’uso reale degli impianti.

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🟠 Controlli e manutenzione: verso più dati e digitalizzazione

2024–2025 – analisi di settore
Le direttive europee non introducono nuovi obblighi identici per tutti, ma spingono gli Stati membri (Italia compresa) verso:

  • controlli più orientati all’efficienza energetica reale;

  • uso rafforzato dei catasti regionali degli impianti termici;

  • maggiore integrazione tra controlli, APE e politiche di riqualificazione edilizia.

Dal 2026 i controlli potrebbero quindi diventare più informativi e più “energetici”, soprattutto per gli impianti più datati.



📌 In sintesi

  • Nessun divieto immediato sulle caldaie a gas

  • Fine degli incentivi già in atto e sotto controllo UE

  • Controlli più qualificati e digitalizzati dal 2026

  • Transizione graduale ma irreversibile verso sistemi a basse emissioni



sabato 13 dicembre 2025

Retromarcia UE su diesel e benzina: cosa cambia davvero e perché conta

 


Retromarcia UE su diesel e benzina: cosa cambia davvero e perché conta

Negli ultimi giorni si è diffusa una notizia che ha fatto rapidamente il giro di media, social e ambienti industriali: l’Unione Europea starebbe facendo marcia indietro sul divieto di vendita delle auto a benzina e diesel dal 2035. Ma cosa c’è di vero? Il divieto è davvero saltato oppure si tratta di una semplificazione giornalistica? Proviamo a fare chiarezza.


Il punto di partenza: il divieto del 2035

La normativa europea approvata negli scorsi anni prevedeva che dal 2035 non potessero più essere immatricolate nuove auto con emissioni di CO₂, di fatto escludendo benzina e diesel dal mercato del nuovo. L’obiettivo era ambizioso: accelerare la decarbonizzazione dei trasporti, uno dei settori più responsabili delle emissioni climalteranti in Europa.

Questa misura è sempre stata presentata come tecnologicamente neutra: non vietava esplicitamente il motore termico, ma imponeva emissioni pari a zero. In pratica, però, solo l’elettrico (e in teoria i carburanti sintetici) poteva rientrare nei parametri.


La “retromarcia”: cosa sta cambiando

Oggi non si parla di una cancellazione totale del provvedimento, ma di una revisione sostanziale degli obiettivi. Le istituzioni europee stanno valutando:

  • un allentamento del target di riduzione delle emissioni, ad esempio passando dal 100% a valori inferiori;

  • una maggiore flessibilità tecnologica, che potrebbe consentire la vendita di veicoli ibridi o con motori termici molto efficienti anche dopo il 2035;

  • un ruolo più esplicito per carburanti alternativi e sintetici (e-fuels), sostenuti in particolare da Germania e Italia.

In altre parole, il divieto così come lo conoscevamo non è più intoccabile.


Perché l’UE sta rivedendo la strategia

Le ragioni della possibile retromarcia sono principalmente tre:

1. Difficoltà industriali

L’industria automobilistica europea è sotto pressione: costi elevati della transizione elettrica, concorrenza cinese sempre più forte, margini in calo. Molti governi temono perdita di posti di lavoro e deindustrializzazione.

2. Ritardi infrastrutturali

La diffusione delle auto elettriche procede a velocità diverse nei vari Paesi. Reti di ricarica insufficienti, prezzi elevati e problemi sulle materie prime stanno rallentando l’adozione di massa.

3. Consenso politico e sociale

Il tema è diventato politicamente sensibile. Una parte dell’opinione pubblica percepisce il divieto come imposto dall’alto, con il rischio di penalizzare famiglie e piccole imprese.


Le reazioni: industria contro ambientalisti

La possibile revisione divide l’Europa:

  • Costruttori e governi industriali accolgono positivamente un approccio più graduale.

  • Associazioni ambientaliste e alcune aziende già orientate all’elettrico parlano invece di un passo indietro per il Green Deal e di un segnale negativo per gli investimenti green.

Il rischio, secondo i critici, è di rallentare la transizione energetica proprio nel momento in cui sarebbe necessario accelerare.


Cosa significa per cittadini e mercato

Se la revisione verrà confermata:

  • le auto a benzina e diesel non spariranno dal nuovo dall’oggi al domani;

  • il mercato potrebbe vedere una convivenza più lunga tra elettrico, ibrido e termico;

  • i prezzi delle auto elettriche potrebbero scendere più lentamente, venendo meno parte della spinta normativa.

Per i consumatori, questo significa più scelta nel breve periodo, ma anche maggiore incertezza sul lungo termine.


Conclusione

Parlare di “divieto saltato” è, almeno per ora, un’esagerazione. Più corretto è dire che l’UE sta rivedendo tempi e modalità della transizione, cercando un equilibrio tra obiettivi climatici, sostenibilità economica e consenso sociale.

La direzione di marcia resta la decarbonizzazione dei trasporti. La vera domanda non è se, ma quanto velocemente e con quali strumenti l’Europa riuscirà ad arrivarci.


L’opinione di Energy AGAM

Dal punto di vista energetico e industriale, la possibile retromarcia dell’Unione Europea rappresenta un segnale ambiguo. Comprendiamo le difficoltà di una transizione troppo rapida e mal supportata da infrastrutture, politiche industriali e materie prime. Tuttavia, indebolire gli obiettivi senza rafforzare contestualmente gli strumenti rischia di produrre solo ritardi, non soluzioni.

La neutralità tecnologica non dovrebbe diventare un alibi per rinviare gli investimenti in elettrificazione, reti, accumuli e rinnovabili. Al contrario, è proprio ora che l’Europa dovrebbe guidare l’innovazione, invece di inseguire le resistenze del presente.

Per Energy AGAM, la transizione non può essere solo regolatoria o ideologica: deve essere energeticamente coerente, industrialmente sostenibile e socialmente equa.  

Energy AGAM


Energy AGAM continuerà a seguire l’evoluzione di questa vicenda, perché dalle decisioni di Bruxelles dipende una parte importante del futuro energetico e industriale europeo.

venerdì 5 dicembre 2025

francobollo India -- Tema -- Energia solare - Pannelli solari

 


EMESSO -- 01.Gennaio.1988

Dentellatura -- 13¼ x 12¾

Filigrana -- colonne Ashoka (multiple)

Stampatore -- Security Printing Press, Nasik

Tema -- Energia solare - Pannelli solari

Colore -- Multicolore


Confronto tecnico: ICE vs EV

 


Confronto tecnico: ICE vs EV

Emissioni e ambiente

·        Veicoli ICE: elevate emissioni di CO₂ e inquinanti locali (NOₓ, particolato) rispetto agli EV.

·        Veicoli EV: zero emissioni al tubo (se consideriamo solo uso), ma bisogna includere produzione batterie, elettricità (se generata da fonti non rinnovabili), smaltimento. Lo studio italiano citato mostra che il bilancio complessivo può essere favorevole.

·        Efficienza: i motori elettrici trasformano una quota maggiore dell’energia in movimento rispetto ai motori a combustione.

·        Ciclo di vita: produzione batterie è impattante, ma se la vita utile è lunga e il mix energetico decarbonizzato, l’EV risulta più sostenibile.

Infrastruttura e costi d’uso

·        Rifornimento: più semplice e veloce per ICE (benzina/diesel) al momento attuale.

·        Ricarica: per EV serve infrastruttura di ricarica pubblica/domestica; in Italia ci sono ancora limiti.

·        Costi energetici: elettricità vs combustibili fossili — può variare molto in base a tariffe, efficienza, condizioni.

·        Manutenzione: motore elettrico ha meno parti mobili, potenzialmente costi inferiori nel lungo termine.

·        Autonomia: per EV l’autonomia, tempi di ricarica, “ansia da autonomia” sono ancora fattori da considerare. Tale punto è affrontato dallo studio “Analysing BEV Suitability…” in Italia.  

Aspetti industriali e competitivi

·        Per i costruttori ICE ci sono investimenti elevati per rispettare normative CO₂ e fare transizione. Ridurre troppo presto la quota ICE implica rischio “asset stranded”.  

·        Per l’UE e per l’Italia la transizione implica anche cambiamenti nella filiera, occupazione, infrastrutture.

ICE vs EV: definizioni e differenze

 


ICE vs EV: definizioni e differenze

 

  • Per “auto endotermica” intendiamo i veicoli con motore a combustione interna (ICE – Internal Combustion Engine), tipicamente benzina e diesel

  • Per “auto elettrica” intendiamo veicoli a batteria (BEV – Battery Electric Vehicle) e, se necessario, ibridi plug-in (PHEV) o ibridi “tradizionali” (ma nel confronto qui ci focalizziamo su BEV vs ICE)

  • Differenze principali: efficienza del motore (motori elettrici sono molto più efficienti), emissioni al tubo di scarico (zero per BEV, elevate per ICE), infrastrutture di ricarica vs rifornimento, costi energetici/ricarica, ciclo di vita batterie vs impatto produzione.