domenica 25 gennaio 2026

 


🛢
️ Accise sui carburanti: quanto pesano davvero su benzina e diesel?

Negli ultimi anni il prezzo dei carburanti è diventato uno dei temi più discussi da automobilisti e imprese. Quando il costo alla pompa aumenta, spesso si punta il dito contro il prezzo del petrolio. In realtà, oltre metà del prezzo finale pagato dal consumatore è costituita da tasse, in particolare accise e IVA.

In questo articolo analizziamo quali sono le accise in vigore in Italia e quanto incidono percentualmente sul costo finale al litro di benzina e diesel.


🔍 Cosa sono le accise sui carburanti

Le accise sono imposte indirette applicate in misura fissa per ogni litro di carburante venduto.
A differenza dell’IVA:

  • non dipendono dal prezzo del petrolio
  • restano invariate anche quando il costo industriale scende

Un aspetto spesso poco noto è che l’IVA (22%) viene calcolata anche sull’accisa, generando il cosiddetto effetto “tassa sulla tassa”.


Accise su benzina e diesel oggi

Dal 2026 l’Italia ha introdotto l’allineamento delle accise tra benzina e gasolio:

  • Accisa benzina: €0,6729 per litro
  • Accisa diesel: €0,6729 per litro

Questo significa che, indipendentemente dal tipo di carburante, ogni litro venduto contiene circa 67 centesimi di sola accisa.


📊 Composizione del prezzo alla pompa (€/litro)

La seguente tabella mostra come si forma il prezzo finale medio pagato dal consumatore.

Voce di costo

Benzina

Diesel

Prezzo medio alla pompa

€1,65

€1,64

Accisa

€0,67 (≈40%)

€0,67 (≈41%)

IVA (22%)

€0,30 (≈18%)

€0,30 (≈18%)

Costo industriale e distribuzione

€0,68 (≈42%)

€0,67 (≈41%)

Totale tasse (accisa + IVA)

≈58%

≈59%

In sintesi: su ogni litro di carburante, più della metà del prezzo finisce in tasse.


🚗 Perché le accise incidono così tanto

Le accise sui carburanti in Italia:

  • sono tra le più alte in Europa
  • rappresentano una voce fondamentale per le entrate fiscali dello Stato
  • rendono il prezzo finale poco sensibile ai cali del petrolio

Anche quando il costo del greggio diminuisce, il prezzo alla pompa scende lentamente perché la parte fiscale rimane invariata.


📌 Conclusione

Il prezzo dei carburanti non dipende solo dal mercato energetico internazionale.
Oggi, benzina e diesel sono tassati per oltre il 50% del loro valore finale, con accise fisse che incidono pesantemente sul portafoglio di famiglie e imprese.


AGAM33:.

venerdì 23 gennaio 2026

Termostati Smart: il modo “intelligente” di gestire il clima di casa

 


Termostati Smart: il modo “intelligente” di gestire il clima di casa

In un’era in cui sempre più dispositivi casalinghi diventano “smart”, anche il controllo della temperatura domestica è entrato nella rivoluzione digitale. I termostati smart sono termostati intelligenti che offrono molto più di un semplice controllo manuale della temperatura: connessi a internet e integrati nell’ecosistema della casa, possono rendere la gestione del riscaldamento e del raffrescamento più semplice, efficiente e (in molti casi) più economica rispetto ai termostati tradizionali.


Che cos’è un termostato smart

Un termostato smart è un dispositivo capace non solo di impostare la temperatura desiderata, ma di farlo in modo intelligente attraverso funzioni che vanno ben oltre l’on/off manuale. Rispetto ai termostati tradizionali o programmabili, questi modelli:

  • si connettono alla rete Wi-Fi di casa;
  • si controllano via smartphone, tablet o computer tramite app dedicate;
  • spesso integrano sensori, algoritmi di apprendimento e funzioni automatiche di gestione comfort ed efficienza energetica.

Funzionalità principali e cosa puoi farci

Controllo remoto

Grazie alla connessione internet, puoi regolare la temperatura anche quando sei fuori casa via applicazione.

Programmazione intelligente

Oltre alle classiche programmazioni orarie, molti modelli “imparano” le tue abitudini e adattano automaticamente la temperatura nel tempo per massimizzare comfort e risparmio.  

 Geofencing

Questa funzione usa la posizione del tuo smartphone per capire quando sei dentro o fuori casa e modificare la temperatura di conseguenza (per esempio abbassandola quando esci).  

  Integrazione con assistenti vocali

Molti termostati smart funzionano con Alexa, Google Assistant o Siri, così puoi comandarli con la voce.

Analisi e report

Alcuni modelli forniscono report sui consumi energetici e suggerimenti per ridurli ulteriormente.

Zoning e multisensori

Con valvole termostatiche smart aggiuntive, puoi creare zone di temperatura differenti in più stanze.

🛠️ Come si usano

  1. Installazione e configurazione:
    Dopo l’installazione fisica (spesso semplice), colleghi il termostato alla Wi-Fi e lo configuri tramite l’app.  
  2. Controllo base:
    Puoi impostare la temperatura desiderata dal dispositivo o dall’app stessa.  
  3. Automazione:
    Scegli programmi settimanali o lascia che il dispositivo apprenda i tuoi comportamenti e decida automaticamente.  
  4. Comandi vocali:
    Collega il termostato all’assistente vocale preferito per comandi hands-free.  

💸 Vantaggi principali

Comfort sempre sotto controllo: la casa è calda quando torni e non sprechi energia quando non serve.
Risparmio energetico: grazie ad automazioni e geofencing puoi diminuire i consumi.)
Report e ottimizzazione: sapere come e quando consumi aiuta a risparmiare ancora di più.
Integrazione smart home: funziona con altri dispositivi intelligenti.


🧠 Conclusione

I termostati smart non sono più un accessorio futuro, ma una soluzione concreta per migliorare il comfort domestico e gestire meglio i consumi energetici nella vita quotidiana. Che tu voglia semplicemente programmare il riscaldamento per tutta la settimana o creare una casa davvero intelligente, un termostato smart è un ottimo punto di partenza.

 agam33:.

domenica 18 gennaio 2026

Efficientamento energetico degli edifici: perché è importante

 

Efficientamento energetico degli edifici: perché è importante

L’efficientamento energetico degli edifici è l’insieme di interventi volti a ridurre i consumi di energia mantenendo o migliorando comfort e prestazioni abitativa. Non si tratta solo di eco-tendenze: è una scelta concreta con vantaggi tangibili per il portafoglio, l’ambiente e la qualità della vita domestica.


 📊 In sintesi: risparmio e benefici economici

InterventoRisparmio tipicoNote
Sigillatura spifferi5–30% costi riscaldamentoBasso costo, alto impatto iniziale
Lampadine LED50–75% riduzione consumo luciSemplice e rapido
Termostati smart~10% risparmio riscaldamentoProgrammazione intelligente
Isolamento termicoDipende dall’edificioMaggior risparmio sui carichi termici
Fonti rinnovabiliDipende dall’installazioneRisparmio nel lungo periodo

 agam:33                                                                                                                                                            

Efficientamento energetico degli edifici: vantaggi reali e azioni concrete per la civile abitazione

Efficientamento energetico degli edifici: vantaggi reali e azioni concrete per la civile abitazione   


Nel contesto attuale, caratterizzato da costi energetici sempre più variabili e da una crescente attenzione alla sostenibilità, l’efficientamento energetico degli edifici residenziali rappresenta una delle leve più efficaci per ridurre i consumi, migliorare il comfort abitativo e ottenere un risparmio economico concreto.

In Energy-AGAM riteniamo che l’efficienza energetica non sia solo un tema normativo o ambientale, ma soprattutto una scelta tecnica e strategica che incide direttamente sulla qualità dell’abitare e sulla gestione dei costi nel tempo.


I vantaggi reali dell’efficientamento energetico

Riduzione dei consumi e risparmio economico

Un edificio energeticamente efficiente richiede meno energia per garantire le stesse condizioni di comfort. Questo si traduce in:

  • bollette più basse, già nel breve periodo

  • minore esposizione agli aumenti dei costi dell’energia

  • maggiore controllo sui consumi

Anche interventi semplici, se ben mirati, possono produrre riduzioni significative dei fabbisogni energetici.


Miglior comfort abitativo

L’efficientamento non riguarda solo il risparmio, ma anche il benessere degli occupanti:

  • temperature più uniformi negli ambienti

  • riduzione di correnti d’aria e zone fredde

  • miglioramento della qualità dell’aria interna

Una casa efficiente è una casa più confortevole, in ogni stagione.


Minore impatto ambientale

Ridurre i consumi significa anche ridurre le emissioni associate alla produzione di energia. L’edilizia residenziale ha un ruolo chiave nella transizione energetica e ogni intervento contribuisce, nel suo piccolo, a un sistema più sostenibile.


Valorizzazione dell’immobile

Un edificio con buone prestazioni energetiche:

  • ha una classe energetica migliore

  • è più appetibile sul mercato immobiliare

  • mantiene nel tempo un valore più elevato

L’efficienza energetica è oggi un parametro sempre più considerato nelle compravendite e nelle locazioni.


Azioni per migliorare l’efficienza energetica della casa

Interventi semplici e immediati

  • Individuare le dispersioni
    Una valutazione energetica preliminare consente di capire dove e come l’edificio disperde energia.

  • Eliminare spifferi e infiltrazioni d’aria
    Sigillare porte, finestre e passaggi impiantistici è un’azione a basso costo ma ad alto rendimento.

  • Illuminazione efficiente
    L’uso di lampade LED riduce drasticamente i consumi elettrici e i costi di manutenzione.

  • Gestione intelligente della temperatura
    Termostati programmabili o smart permettono di adattare il funzionamento degli impianti alle reali esigenze abitative.


Interventi strutturali e impiantistici

  • Isolamento termico dell’involucro
    Cappotto, isolamento del tetto e dei solai riducono le dispersioni e migliorano le prestazioni globali dell’edificio.

  • Serramenti ad alte prestazioni
    Infissi moderni con vetri performanti limitano le perdite di calore e migliorano il comfort acustico.

  • Impianti efficienti
    La sostituzione di generatori obsoleti con caldaie a condensazione, pompe di calore o sistemi ibridi riduce i consumi e aumenta l’affidabilità.

  • Integrazione di fonti rinnovabili
    Fotovoltaico e solare termico consentono di coprire parte dei fabbisogni energetici con energia prodotta in loco.


L’efficientamento energetico non è un intervento unico, ma un percorso che può iniziare da azioni semplici e svilupparsi nel tempo con interventi più strutturati.

La chiave è analizzare correttamente l’edificio, individuare le priorità e scegliere soluzioni tecnicamente ed economicamente sostenibili.

In Energy-AGAM crediamo in un approccio basato su competenza tecnica, valutazioni oggettive e soluzioni su misura, perché ogni edificio ha caratteristiche e necessità specifiche.


AGAM.33


domenica 11 gennaio 2026

FAQ – Domande frequenti sulla normativa sulle emissioni dei veicoli Euro7

 


FAQ –  

Cos’è esattamente la normativa Euro 7?

Euro 7 è il nuovo standard europeo sulle emissioni dei veicoli che aggiorna e amplia le regole Euro 6. Non si limita solo ai gas di scarico, ma include anche emissioni da freni, pneumatici, durata delle prestazioni ambientali nel tempo e requisiti per le batterie dei veicoli elettrici.


Quando entrerà in vigore Euro 7?

La normativa Euro 7 si applicherà:

  • dal 2026-2027 per le nuove auto e i nuovi furgoni;

  • dal 2027 per camion e autobus.

Le date riguardano solo i veicoli di nuova omologazione, non quelli già in circolazione.


Dovrò cambiare la mia auto Euro 6?

No.
I veicoli Euro 6 già immatricolati potranno continuare a circolare normalmente. La normativa Euro 7 non è retroattiva e non impone la rottamazione dei veicoli esistenti.


Euro 7 vieta i motori benzina e diesel?

No.
Euro 7 non vieta direttamente i motori a combustione interna. Tuttavia, rende più complesso e costoso produrli, soprattutto per i modelli più economici, spingendo indirettamente il mercato verso l’elettrico e l’ibrido.


Le emissioni saranno davvero più basse rispetto a Euro 6?

Sì, soprattutto nella pratica quotidiana.
I limiti allo scarico sono simili a Euro 6, ma Euro 7 introduce:

  • test su strada più realistici;

  • controlli per tutta la vita utile del veicolo;

  • monitoraggio continuo delle emissioni.

Questo riduce il divario tra emissioni dichiarate e reali.


Cosa sono le “emissioni non di scarico”?

Sono emissioni non legate al motore, come:

  • polveri prodotte dall’usura di freni;

  • particelle rilasciate dai pneumatici.

Euro 7 è la prima normativa europea a regolamentarle, perché rappresentano una quota significativa dell’inquinamento urbano, anche per le auto elettriche.


Le auto elettriche sono coinvolte dalla normativa Euro 7?

Sì.
Anche se non producono emissioni allo scarico, le auto elettriche devono rispettare:

  • limiti sulle emissioni da freni e pneumatici;

  • requisiti minimi di durata della batteria nel tempo, per evitare un rapido degrado.


Le auto Euro 7 costeranno di più?

Probabilmente sì, ma con entità ancora dibattute:

  • la Commissione Europea stima aumenti contenuti (circa 100-150 € per auto);

  • i costruttori stimano aumenti più elevati.

In ogni caso, non è prevista una tassa diretta a carico del cittadino: l’eventuale aumento dipenderà dal prezzo finale del veicolo.


Euro 7 influenzerà il mercato dell’usato?

Sì, indirettamente:

  • i veicoli Euro 6 potrebbero mantenere valore più a lungo;

  • alcuni modelli nuovi economici potrebbero scomparire dal mercato;

  • l’usato recente potrebbe diventare una scelta più appetibile per molti cittadini.


Ci saranno limitazioni alla circolazione per i veicoli Euro 6?

Non per effetto diretto di Euro 7.
Eventuali limitazioni alla circolazione (ZTL, blocchi del traffico) dipendono dalle politiche locali, non dalla normativa Euro 7 in sé.


Qual è l’obiettivo finale dell’Unione Europea con Euro 7?

L’obiettivo è:

  • migliorare la qualità dell’aria nelle città;

  • ridurre i costi sanitari legati all’inquinamento;

  • accompagnare la transizione verso una mobilità più sostenibile, senza imporre un divieto immediato ai veicoli tradizionali.


 C_G_Agam_33

domenica 4 gennaio 2026

Euro 7: cosa cambia davvero per i veicoli in Europa e cosa significa per gli automobilisti


Euro 7: cosa cambia davvero per i veicoli in Europa e cosa significa per gli automobilisti

La normativa Euro 7 rappresenta l’ultima evoluzione delle regole europee sulle emissioni dei veicoli. Dopo anni di Euro 6 e sue varianti, l’Unione Europea ha approvato un nuovo pacchetto di standard che entrerà progressivamente in vigore e che punta a rendere ancora più pulita la mobilità su strada. Ma cosa cambia davvero rispetto agli standard Euro 6? E soprattutto: i cittadini pagheranno di più per rispettare queste norme?


📌 Che cos’è l’Euro 7?

La normativa Euro 7 è il nuovo insieme di regole europee che definisce i limiti alle emissioni inquinanti dei veicoli leggeri (auto e furgoni) e pesanti. È stata approvata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio e ha scadenze precise:

  • 29 novembre 2026 / 1 luglio 2025 – obbligo di conformità per nuove auto e furgoni (le date sono state aggiornate con qualche ritardo e saranno pienamente operative entro il 2026-2027).
  • 2027 – scatta per autobus, camion e mezzi pesanti.

La norma non è retroattiva: i veicoli già omologati secondo Euro 6 potranno circolare normalmente.  


🔍 Le principali novità rispetto a Euro 6

1. Nuove tipologie di emissioni monitorate

Se Euro 6 si concentra principalmente sulle emissioni di gas di scarico (NOx, CO, particolato), Euro 7 amplia l’ambito di controllo anche alle emissioni non di scarico, come:

  • Particolato da freni e pneumatici — una prima assoluta che riconosce l’inquinamento urbano non solo dalle combustioni, ma anche dall’usura delle parti meccaniche.  
  • Emissioni evaporative e composti più tossici — maggiore rigore sui vapori di carburante e su sostanze come formaldeide o ammoniaca in alcune categorie di veicoli.  

2. Durata della conformità molto più lunga

Le auto dovranno rispettare gli standard Euro 7 per un periodo molto più esteso:

  • 10 anni o 200 000 km di vita utile garantita in condizioni reali.  

Questo significa che non basta superare un test in laboratorio: i veicoli devono mantenere comportamenti puliti anche dopo anni di utilizzo, anche in condizioni estreme di temperatura e guida reale.  

3. Test più realistici e continuo monitoraggio

La normativa impone:

  • Test su strada reali e condizioni variabili;
  • Monitoraggio continuo (OBM) delle emissioni reali da parte del veicolo.  

Questo approccio supera i limiti delle vecchie omologazioni “da banco” e rispecchia meglio l’uso quotidiano del veicolo.

4. Batterie “sotto esame”

Anche i veicoli elettrici e ibridi hanno requisiti specifici relativi alla durata e capacità delle batterie, per garantire che non degradi rapidamente nel tempo.  

5. Limiti allo scarico simili a Euro 6

Contrariamente ad alcune proposte iniziali, i limiti massimi per emissioni allo scarico (NOx, particolato) restano molto simili a quelli di Euro 6e, soprattutto per le auto leggere.  

📍 Ma l’utente comune pagherà di più?

In sintesi:

È probabile che i nuovi veicoli costino  di più (a causa di tecnologie più complesse e test più rigorosi).
Non è, al momento, previsto un “balzello” diretto o un’imposta aggiuntiva sul cittadino come conseguenza normativa.
⚠️ L’aumento del prezzo di acquisto sarà determinato principalmente dai costi tecnici di produzione, trasferiti in parte all’acquirente.

Infine, è importante ricordare che le auto Euro 6 resteranno in circolazione per molti anni, quindi non è obbligatorio cambiare immediatamente veicolo solo per la nuova normativa.

 C_G_Agam_33

giovedì 1 gennaio 2026

Aumento delle accise sui carburanti

 



📈 Aumento delle accise sui carburanti: prospettive fino al 2060

Mentre l’Italia avvia dal 1° gennaio 2026 l’allineamento delle accise tra benzina e gasolio — con effetto immediato di un aumento fiscale sul diesel e una piccola diminuzione su benzina — si apre un tema di lungo periodo che influenzerà inevitabilmente la fiscalità dei carburanti nei prossimi decenni e, più in generale, le politiche energetiche e di mobilità. 


📌 La situazione italiana oggi

A partire dal 2026, la Legge di Bilancio ha stabilito una parificazione delle accise su benzina e gasolio, portando ambedue i livelli a 0,6729 euro per litro. Questo cambiamento, oltre a modificare la convenienza relativa tra i due carburanti, ha significativi effetti sui prezzi alla pompa, amplificati dall’applicazione dell’IVA al 22%. 

In termini pratici, per un pieno di 50 litri la spesa per un automobilista che utilizza gasolio aumenterà, tenendo conto anche dell’IVA, di qualche euro a pieno rispetto alla situazione precedente.

Questo riallineamento mira, almeno formalmente, a rimuovere sussidi ambientalmente dannosi e a spingere verso una fiscalità più coerente con gli obiettivi di sostenibilità, riducendo gli incentivi impliciti a favore dei carburanti più inquinanti. 


🌍 Perché le accise potrebbero aumentare ancora?

🔹 1. Erosione della base fiscale tradizionale

Con la transizione verso la mobilità elettrica e l’efficientamento dei consumi, le accise sui carburanti — che storicamente rappresentano una parte importante dei gettiti fiscali legati al settore dei trasporti — sono destinate a diminuire progressivamente nel tempo. Studi europei evidenziano come l’elettrificazione e l’aumento dell’efficienza portino a una crescita dei consumi di energia elettrica e una diminuzione di carburanti fossili, con impatti anche sulle entrate da accise. 

Se la quota di veicoli elettrici continua a crescere, i governi dovranno ripensare l’architettura fiscale per compensare la perdita di gettito. Modelli alternativi — come le tasse basate sui chilometri percorsi o imposte ambientali più ampie — stanno emergendo proprio per affrontare questa transizione fiscale. 

Staremo a vedere....

agam_33